Si tratta di momenti che non sono collegati l’uno all’altro: piccoli sogni che si chiamano quadri, uniti e ben saldi, da Parole scritte dagli attori stessi. Queste Parole si trasformano in poesie e canti, che narrano confessioni di tanta stanchezza, di tanto abbandono, di tanta non curanza, accompagnando così il grande bisogno e diritto di farsi sentire.
Parole che si uniscono alla necessità delle azioni, dando vita a momenti sospesi in un luogo che non ha importanza di essere riconosciuto.